di Fabio Sireus
Team e collaborazione
Una collaborazione efficace, nell’ottica di insieme del progetto, è un processo oggi sottovalutato e per questo ancora poco analizzato. Se analizziamo cosa accade tipicamente in un processo di costruzione tradizionale ci accorgiamo che ogni progetto offre sfide differenti, perché differenti e unici sono i team di progetto che ci operano.
Ogni attore, relativamente alla propria disciplina, porta i propri obiettivi ed il proprio know-how nel gruppo di lavoro ed è l’interesse di ciascuno che predomina sul processo. Si aggiunge a questo l’aspetto competitivo tra le parti, che nasce spesso dall’intento di aumentare i profitti, portando controversie e ritardi all’ordine del giorno. Il coordinamento è scarso e spesso le informazioni sui disegni sono incomplete o contraddittorie. Inoltre, i subappaltatori sono spesso schiacciati da clausole contrattuali restrittive che riducono la fiducia e l’equilibrio all’interno del team di lavoro.
In tutto questo però, l’aspettativa del proprietario del progetto è di un team unito e sinergico, che lavora con un obiettivo comune, dove la qualità ed il rispetto di tempi e costi sono la priorità per tutti. In un contesto frammentato come quello prospettato, dove le relazioni sono a rischio e con esse anche le priorità del progetto, questo è un obiettivo senz’altro difficile.
Quello che manca è una cultura della collaborazione nell’ambito delle costruzioni, che permetta di comprendere come creare valore e dia una visione di come i benefici possano essere maggiori dei rischi. Idealmente, ogni attore coinvolto nel progetto, fornisce un contributo ottimale in base alle proprie capacità. L’impegno è collettivo verso una tempestiva risoluzione dei problemi e verso il completamento del progetto nei tempi e nei modi previsti.

Una recente ricerca ha cercato di capire quale fosse il requisito per creare un ottimo gruppo di lavoro ed è emerso che il successo di un team non dipende dalle caratteristiche delle singole persone, ma dal tipo di interazioni che essi instaurano e dal tipo di collaborazione che si crea tra i membri del gruppo.
I vantaggi della project collaboration
Una buona comunicazione può permetterci di correggere in corsa i difetti del progetto, minimizzare le revisioni e i ritardi, lasciando spazio all’analisi di soluzioni tecniche migliorative per la qualità del progetto.
Tra i benefici di una buona collaborazione troviamo anche la riduzione dei costi per la proprietà, maggiori profitti per gli appaltatori e minori controversie.
Non ultimo, la fidelizzazione dei rapporti professionali possono alimentare ulteriori collaborazioni future, a vantaggio di tutti gli attori.
La tecnologia a supporto della project collaboration sfrutta la flessibilità dei servizi cloud e diventa linguaggio comune per tutto il team, permettendo in modo semplice e intuitivo di scambiarsi informazioni e decisioni di progetto, tracciare i processi e le comunicazioni in modo immediato per essere sempre aggiornati in tempo reale.

Case study – MUSA Progetti
MUSA Progetti, Società Cooperativa di Ingegneria del ragusano, ha scelto Trimble Connect come soluzione per garantire un flusso di lavoro BIM-oriented, necessario anche per il corretto coordinamento delle attività tra operatori geograficamente distanti.
La digitalizzazione BIM del progetto, prima della cantierizzazione, ha permesso di rilevare anticipatamente i possibili conflitti dovuti agli instradamenti delle reti di impianto e agli ingombri. Sulla base delle interferenze rilevate sono state analizzate preliminarmente le migliori soluzioni alternative, in funzione delle geometrie e dell’incidenza economica. Tale operazione ha permesso all’impresa di conseguire una ottimizzazione organizzativa, derivata dalla cantierizzazione di parti di progetto prive di incongruenze e lacune.

In particolare, la piattaforma di collaborazione Trimble Connect ha contribuito alla programmazione dell’ACDat, secondo le ISO19650 e le UNI 11337, con regolamentazione degli accessi. Inoltre, è stata utilizzata un’apposita funzionalità di Trimble Connect come sistema di comunicazione e trasferimento di informazioni dal cantiere alle istanze di modello (secondo gli standard Open IFC e ISO16739) e viceversa.

Case Study – CMSA
La costruzione di un database BIM as-built in ACDat, comprensivo degli attributi informativi necessari alla gestione del costruito, ha permesso all’impresa CMSA (Cooperativa Muratori Sterratori e Affini), di ottimizzare i dati di progetto per la verifica delle interferenze, procedere ad una corretta cantierizzazione delle parti, predisporre una banca dati affidabile per le future fasi di manutenzione del bene.
L’accessibilità da qualsiasi dispositivo, web e mobile, permette la massima flessibilità di accesso ai dati da qualsiasi luogo. Le utenze personal gratuite permettono una diffusione a tutti gli attori coinvolti e la gestione delle licenze entreprise consente di assegnare anche temporaneamente gli accessi in base alle necessità, per consentire di sfruttare le funzionalità complete al bisogno.
La sicurezza è garantita dalla tracciabilità delle attività e dalle permission di accesso ai dati su base Trimble Cloud tramite Amazon Web Service.
Il collegamento diretto con i principali software di progettazione OpenBIM e la possibilità di caricare e visualizzare direttamente formati 2D e 3D differenti, consente anche a chi non è dotato di strumenti specifici, di aprire, visualizzare ed estrapolare le informazioni di progetto. Le capacità di condivisione e visualizzazione sono solo una parte delle sue potenzialità,
Trimble Connect permette una vera e propria Model Review prendendo misure, inserendo markup e creando ToDo, compiti e commenti che tracceranno lo sviluppo del progetto anche grazie all’interoperabilità con il formato BCF.

Aperto in programmazione tramite API.net, Trimble Connect è un vero e proprio CDE (Common Data Environment) personalizzabile, come dimostrano gli strumenti di Property Set per l’aggiunta di attributi direttamente nella piattaforma. Content Browser permette di estrapolare in Excel distinte quantitative interrogando i modelli BIM inseriti. Organizer è uno strumento specifico per organizzare in strutture gerarchiche il progetto.
Collaborazione con Trimble XR10 con HoloLens 2
Se a tutto questo vogliamo aggiungere il coinvolgimento immersivo della mixed reality, che ci permette di creare un ponte sulla disconnessione ad oggi esistente tra la parte progettuale e la parte costruttiva in cantiere, Trimble Connect ci offre la possibilità di portare sul campo i modelli digitali e ci permette di sfruttare tutto il valore dei modelli BIM multidisciplinari in modo chiaro e diretto.

Questo grazie a Trimble XR-10, l’innovativo device sviluppato da Trimble in collaborazione con Microsoft, che monta un visore di realtà mista HoloLens 2 sopra un casco omologato da cantiere. Trimble Connect for HoloLens è l’applicazione per la QA/QC, con cui ridurre drasticamente i tempi di verifiche e ispezioni relativamente allo stato di avanzamento lavori (SAL), alle verifiche di rispondenza del modello As Built, alle attività di pre-montaggio e di facility, nell’ambito della manutenzione.
Se l’empatia e l’ascolto reciproco sfruttano il nostro lato umano, la gestione della comunicazione e la condivisione delle conoscenze possono sfruttare quello tecnologico, ed insieme, permetterci di raggiungere gli obiettivi con successo e soddisfazione.
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